Windows 10: Microsoft accusata di violare la privacy degli utenti

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Windows 10
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Stando a quanto riportato dalla testata Reuters, le autorità brasiliane hanno accusato Microsoft di violare con Windows 10 la privacy degli utenti.

Secondo i procuratori federali, infatti, Microsoft raccoglie i dati senza il consenso diretto degli utenti con le impostazioni predefinite di Windows 10 che consentono di accedere a informazioni quali posizione, cronologia di navigazione e contenuto dell’email al fine di generare entrate pubblicitarie, un meccanismo dunque molto simile a quello adottato da Facebook che ha causato nelle ultime settimane numerose polemiche.

Le autorità brasiliane hanno “minacciato” Microsoft di avviare un processo nel caso in cui l’azienda non dovesse modificare le impostazioni relative alla privacy del proprio OS, le quali, pur essendo modificabili dall’utente, sono abilitate di default e in pochi ne sarebbero a conoscenza. Se Microsoft dovesse perdere il processo in questione, le verrebbe inflitta una multa di 10 milioni di reais (equivalente a 2,87 milioni di dollari ). 

Tuttavia, questa non è la prima volta che la casa di Redmond riceve accuse di questo genere e in precedenza ha dovuto anche affrontare le critiche dell’Unione Europea introducendo nuovi controlli per la privacy che, evidentemente, non sono sufficienti per il Brasile. Una delle modifiche più recenti è avvenuta con Fall Creators Update mediante un’apposita pagina che appare quando si avvia per la prima volta il PC oppure si effettua un nuovo aggiornamento:

Schermata di impostazione della privacy di Windows 10

Microsoft continua sempre a ribadire di tenere molto alla privacy e afferma che i dati che raccoglie non sono personali ma riguardano i rapporti di crash e utilizzo e inoltre servono esclusivamente per migliorare i propri servizi, non per fini pubblicitari o economici.

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